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Il tesoretto verde della città


2009-04-06

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Il tesoretto verde della città

Immaginate una maestosa quercia dalla chioma folta e verdeggiante. Un rifugio per centinaia di uccellini, uno spettacolo armonioso e rilassante per la vista, un riparo fresco dalla calura estiva, ma soprattutto un polmone d’ossigeno sempre attivo che succhia anidride carbonica e restituisce aria buona. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni uomo, per respirare ossigeno a sufficienza, ha bisogno di almeno 60 alberi con una chioma di 10 metri. Nelle grandi e medie città il debito d’ossigeno è più che documentato, per questo ogni albero, ogni arbusto, ogni pianta verde rappresenta un piccolo grande “tesoretto” da salvaguardare.

Proprio con questo intento  il Comune di Pesaro ha elaborato ed approvato il Regolamento del verde pubblico e privato, una serie di norme che si prefiggono di tutelare e valorizzare il verde della nostra città, indicando per esempio le tecniche da adottare nelle aree di cantiere per difendere gli alberi esistenti, ma anche le regole a cui attenersi per fruire del verde pubblico senza arrecargli danno, le patologie fitosanitarie esistenti e poi le distanze e le prescrizioni da rispettare durante gli scavi per fognature, linee elettriche e telefoniche oppure semplici informazioni utili sulle tecniche di potatura.

Potature: come, quando e perché

Proprio a proposito di potatura, forse non tutti immaginano che un albero, correttamente piantato e coltivato, in assenza di particolari malattie non necessita di essere potato. “Premesso che parliamo di alberi ornamentali – afferma Nome Vagnini responsabile del Verde per Aspes Spa -   l'errore più frequente deriva proprio dal vecchio concetto di potatura, ancora purtroppo molto diffuso, secondo cui tagliare "fa bene all'albero" e quindi bisogna potarlo molto e tutti gli anni. Non c'è nulla di più sbagliato, poiché con la potatura si infliggono alla pianta una serie di ferite che costituiranno potenziali vie di ingresso per microrganismi dannosi. E' vero invece che quando l'albero ha problemi per esempio di carattere fitosanitario o strutturale si interviene con la potatura per eliminare le parti malate o malformate per agevolarlo nel suo sviluppo. In tutti quei casi in cui la potatura è una scelta obbligata (come rami secchi o lesionati o peggio ancora ammalati, o la necessità di tutelare la pubblica incolumità, o quando una radice è d’intralcio alla circolazione stradale), se i tagli di potatura sono ben fatti, cioè se si è tagliato nel punto giusto e con modalità corrette, l'albero saprà reagire e formare un buon callo cicatriziale”.
Insomma, per tutelara la pianta la potatura va fatta “ad arte”, ovvero è bene rispettare delle semplici regole che ci consentono di non comprometterne la salute e la stabilità. Vediamole:
Foto 1

Potatura_1
“Il taglio per esempio - racconta Vagnini -  deve essere netto, non slabbrato o a scale. In caso di rami lunghi o pesanti è necessario, per evitare spaccature nella corteccia, effettuare un pretaglio nella parte basale del ramo e poi tagliare anteriormente, partendo dall’alto. In sintesi tagliare nel punto giusto  - prosegue Vagnini - significa tagliare in prossimità del “collare”, che è quella parte anatomica situata alla base del ramo da eliminare, responsabile del meccanismo biologico che impedisce l’ingresso dei patogeni e favorisce la cicatrizzazione (foto 1).
Tagliare in modo corretto (al fine di evitare ad es. i danni rappresentati nelle due immagini successive) significa effettuare tagli in successione, per arrivare alla soluzione finale. Inoltre è provato che il numero e l’intensità dei ricacci indesiderati è statisticamente di gran lunga minore quando viene mantenuto il collare”. 

         

                                                                                                                           Foto 2
capitozzatura                    capitozzatura_1           Verde_patogeni
Con la scortecciatura evidenziata nella foto 2 dovuta a parcheggi impropri della automobili, è stata ampliata la via di accesso ai patogeni che daranno origine alla carie del legno, in quanto l’albero non è in grado di cicatrizzare la ferita.

I Parchi pubblici “poco noti”

Tra i 9 Parchi pubblici cittadini, ve ne sono alcuni molto spesso quasi sconosciuti, e comunque poco frequentati dai pesaresi. Fra questi c’è per esempio l’Area Naturalistica all’interno del Parco Miralfiore. Circondata da una recinzione che ne impedisce l’accesso, l’area naturalistica ospita un lago artificiale di circa 8.000 m2, un osservatorio subacqueo, lo ”stagno degli anfibi”, la “casa delle farfalle”, il ”tunnel della forra” e la collina rocciosa. Proprio grazie alla tranquillità di questa preziosa nicchia, numerose specie di uccelli e non solo ne sono spesso ospiti, anche se cattive abitudini dei pesaresi hanno favorito l’insediamento di animali dominanti che minacciano l’equilibrio ecologico del parco.
L’ingresso e la visita guidata dell’area naturalistica sono autorizzati previa prenotazione inviando una mail a m.caroni@gruppomarchemultiservizi.it .

Parco della Pace

Il Parco della Pace, con ingresso in via Redipuglia, si estende per circa 3.200 mq che rientrano nell'area più vasta del Parco S.Bartolo. Molto frequentato negli anni ’80, ha subito un periodo di degrado e abbandono fino a che, nel 2005, la Provincia ha deciso di bonificarlo, ridandogli un aspetto decisamente più decoroso e piacevole. Notevoli sono stati infatti gli interventi di manutenzione ordinari e straordinari, tanto che è stato completamente rinnovato ed ampliato il parco giochi per bimbi di diverse età, è stato creato un piccolo campo da calcio/calcetto, posizionati tavoli da pic-nic e creata un'area recintata adibita a “sgambatoio” per cani. In inverno è aperto al pubblico dalle 7.30 alle 19.30, ma in estate l’orario si prolunga fino alle 21.
Su Internet (all’indirizzo: www.pesaroambiente.it), è possibile consultare l'elenco delle numerose specie arboree e dell'avifauna presenti.

Parco XXV Aprile

Il Parco XXV Aprile, istituito nel 1975, è vasto poco meno di 2 ettari e si trova in prossimità dell’area fluviale, al confine con il vicino Parco Miralfiore. Vanta la presenza di alberi ad alto fusto con specie prevalentemente autoctone, a cui si alternano residui dell'antico vivaio comunale.
Il Parco è stato oggetto nel 2008 di un importante intervento per rendere l’area maggiormente accessibile e sicura, e per collegarla all’area fluviale e all’ingresso del Parco Miralfiore (lato fiume).
La percezione diffusa nella cittadinanza era quella di una zona completamente abbandonata e pericolosa, con l’intervento invece si è voluto garantire una fruibilità più tranquilla e sicura. In particolare i lavori hanno permesso di eliminare circa 20 tonnellate di amianto, di rimuovere le baracche abusive fatiscenti e i rifiuti ingombranti abbandonati. Si è provveduto al taglio di arbusti, rovi ed erbe infestanti e alla potatura delle piante con rami secchi, oltre all’abbattimento delle alberature non tutelate nate spontaneamente nelle vicinanze della ferrovia con il rischio di caduta sui binari. Per rendere il passeggio più piacevole si è anche proveduto a coprire gli avvallamenti presenti all’interno del parco, eliminando i ristagni di acqua, brodo di coltura per la zanzara tigre. Sono poi stati realizzati sentieri interni poi collegati con la balza del fiume tramite una rampa in terra che consente un percorso ciclopedonale tra le aree, nonché il transito per i mezzi di soccorso. Infine sono state create zone “chiarie” dove installare tavoli, panchine, giochi. Il tutto è stato protetto da una rete perimetrale e con la realizzazione di un cancello scorrevole ad apertura/chiusura automatizzata.

La nuova gestione del verde urbano

A partire da ottobre 2008, la getione del verde urbano è passata dal Comune ad Aspes spa. Con questa operazione l’Amministrazione ha voluto riunire in un unico soggetto la gestione del verde in tutti i suoi aspetti. Questo si traduce in un vantaggio per i cittadini, che ora hanno un unico interlocutore, ma ciò comporta un cambiamento rispetto ai vecchi riferimenti,  per cui ora ci si dovrà relazionare con la società pubblica per ottenere le autorizzazioni necessarie sia per il verde privato che per la gestione del verde pubblico.
Ricordiamo però che, per venire incontro alla città, sul sito di PesaroAmbiente (www.pesaroambiente.it -> Qualità ambiente -> Pratiche amministrative) è possibile scaricare i moduli per:

  • Autorizzazione abbattimento piante (sul suolo privato e pubblico)
  • Richiesta di sopralluoghi
  • Autorizzazione per potature (su suolo privato e pubblico)
  • Autorizzazioni per lavori su aree verdi di proprietà comunale (vedi internet)
     

Adotta il verde per amico

Il Regolamento Comunale sul verde dà la possibilità ai cittadini pesaresi di adottare e prendersi cura di spazi verdi all’interno della città. Possibilità già sperimentata nelle metropoli, dove per esempio alcuni gruppi ambientalisti si occupano di rinverdire aiuole spartitraffico o aree dimesse per migliorare l’arredo urbano. Ciò avviene anche a Pesaro, dove cittadini, associazioni e imprese possono chiedere all’Ufficio Verde Urbano di adottare aree adibite a parco (o parte di esse), giardini, verde a corredo di servizi pubblici, sponde fluviali, aiuole, fioriere; le proposte di adozione potranno riguardare la semplice manutenzione o, nei casi più ambiziosi, veri e propri interventi realizzativi. Esiste già una significativa esperienza in atto: il parco della Villa Molaroni, perfettamente curato e fruibile dai cittadini, che è stato “adottato” dalla ditta Renco S.p.A. che provvede alla sua ordinaria manutenzione.
Ecco come procedere:
Occorre verificare presso l’Ufficio Verde Urbano le aree pubbliche adottabili o l’adottabilità di uno spazio verde da voi proposto. Verificata la disponibilità dell’area, dovrà essere presentato un programma di realizzazione e/o manutenzione del progetto di adozione che, una volta giudicato positivamente dall’Ufficio, sarà regolato da specifica convenzione.  La modulistica di richiesta si può scaricare dal sito www.pesaroambiente.it , contatta l’Ufficio Verde Urbano (viale Partigiani n. 19, tel.  0721/387384)
 
Un’iniziativa analoga e fortunata è stata proposta dall’associazione ambientalista La Lupus in fabula, che in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune e con l’8ª Circoscrizione, ha organizzato la piantumazione di un nuovo bosco urbano a Borgo Santa Maria. Si tratta di un’area di proprietà comunale di oltre 3.000 metri quadri, situata in strada Montechiaro (angolo via Monte Argentario) di fronte al nuovo asilo in costruzione. In base al progetto redatto dal socio e storico naturalista Andrea Fazi, i volontari e i molti cittadini intervenuti hanno messo a dimora circa 200 piante. “L’intervento - spiega Simonetta Baldelli, socia Lupus che ha coordinato l’evento - è stato diviso in due fasi, la prima a novembre 2008 e il completamento nel 2009.  Abbiamo acquistato dall’Assam 115 alberi in fitocella, mentre altri 15 (alti circa 1,5 mt) sono stati invece richiesti e forniti gratuitamente dal vivaio della Provincia”. “Le piante - prosegue Andrea Fazi - sono di specie autoctona (carpino, roverella, acero campestre, pino, leccio e tiglio) e sono state piantate compatibilmente con l’ampiezza della chioma. Lungo la parte perimetrale invece è stata inserita una siepe mista composta da biancospino, viburno tino, fillirea, ginestra e mirto”. “All’aumento delle edificazioni e degli inquinanti atmosferici - prosegue Simonetta Baldelli - non corrisponde una adeguata crescita delle aree verdi e soprattutto boscate capaci di compensare l’aumento della Co², gli effetti dell’impermeabilizzazione e dei cambiamenti climatici. Per questo vogliamo dare un contributo a una maggiore consapevolezza sull’urgenza di salvare gli equilibri ambientali”. “L’iniziativa - ha detto l’assessore Gloriana Gambini - si inserisce tra le azioni per il miglioramento della qualità dell’aria. L’anno scorso abbiamo creato un bosco a Muraglia, ora a Borgo Santa Maria e presto anche in zona Celletta”. “L’8ª Circoscrizione - ha garantito la presidente Sandrina Camilli - si impegnerà con i suoi volontari (del progetto Volentieri Volontari) a manutenere la nuova area boscata, in una collaborazione a tutela del nostrovolontari_verde ambiente”.
Tra le esperienze di verde amico nel nostro comune, una menzione speciale la meritano anche  “Volentieri Volontari”, (gruppo di cittadini della 7° circoscrizione che dedica parte del proprio tempo alla cura del verde di quartiere) e esperienze simili della 4° e 8° circoscrizione.


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